La mia triste storia con i militari

Negli ultimi 12 mesi mi è successo un po’ di tutto, comprese molte ingiustizie.

In pratica sono ormai quasi cinque anni che soffro con le regole di quelli che chiamo semplicemente “i militari”, ma di fatto sono quelli che dettano le regole dentro la parte del CAB1 che gestisce il mio posto di lavoro.

Nel 2024 la situazione è degenerata, fino ad arrivare a questo finale di 2025 critico.

Nell’ultimo anno sono stata pagata molto meno di quello che merito (contratto da Laureato anziché da Dottorato), e da questo salario sono state decurtate più di tre mensilità per una serie di motivi burocratici che oscillano tra l’assurdo ed il crudele.
Nel frattempo ho dovuto spendere parecchi soldi per chiedere alla Spagna di riconoscere la mia Laurea (il mio Dottorato invece è già omologato in Spagna dal 2019). Tutto per arbitraria volontà de “i militari”.

Conclusione: ho iniziato a vivere “paycheck to paycheck”, ma presto il paycheck non è stato più sufficiente, perché ho perso all’improvviso vari pezzi di uno stipendio già piccolo in un momento in cui avevo contratto debiti per ragioni personali2. Mi hanno aiutato da casa in Italia per tutto quanto è stato possibile, ma adesso non ci sto proprio più dentro.

E quindi eccomi qua.

Paradossalmente la mia ricerca scientifica sta andando molto bene: pubblico regolarmente articoli scientifici come primo autore e come co-autore; sto scrivendo un capitolo di libro; vengo invitata a dare talk e seminari a destra e a manca; sono membro di importanti comitati scientifici internazionali dell’astronomia dei raggi X.

…Eppure.

Ho appena organizzato una conferenza scientifica dall’esito magnifico; il comitato scientifico mi ha invitato a fare una review sullo stato del campo di ricerca, e mentre parlavo ero disoccupata. Senza contratto di lavoro. Sigh, Sob.

Davvero è una drammedia — un po’ dramma un po’ commedia — la vita.

Ho buone prospettive di smollarmi da “i militari”, ma nel frattempo ho bisogno di sostegno.

Al momento mi trovo in una specie di tenure-track: sto preparando una specie di “concorsone” che dovrebbe uscire a breve con il Ministero della Ricerca, per potere passare ad essere una ricercatrice con posto fisso lontana dai militari.

Ma i tempi sono lunghi, quindi so che devo tenere duro ancora un po’. Quindi in via eccezionale e temporanea propongo delle astro-lezioni in cambio di un po’ di sostegno, al momento per me indispensabile per non dover cambiare lavoro e lasciare la ricerca scientifica.

(Perché non mollo, vi starete forse chiedendo? Perché amo il mio lavoro, mi riesce bene, e credo che il mondo ne abbia bisogno; mi manca solo il quarto petalo dell’Ikigai.)

Se vuoi conoscere più dettagli — ne ho a bizzeffe — di quello che mi è successo, puoi contattarmi qua:

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  1. Il CAB (Centro de Astrobiología), dove sono arrivata nel 2018 col mio quinto postdoc, è un “centro misto”, ovvero dipende da due entità: il CSIC e l’INTA. Quelle che sembrano semplici differenze di acronimi celano in realtà due mondi quasi ortogonali: il mondo della ricerca scientifica (CSIC, Consejo Superior de Investigación Científica) e il mondo dei militari (INTA, Instituto Nacional de Tecnica Aerospacial).
    ↩︎
  2. A Ottobre 2024 la mia automobile si rompe. Ne ho bisogno per andare al lavoro, quindi ne compro una nuova con l’aiuto di mia madre, dei miei risparmi, e di un prestito in banca da restituire in parecchi anni. Nel frattempo, tra fine Ottobre e inizio Novembre 2024 riesco finalmente a cambiare casa e città. Da un appartamento carissimo e sovradimensionato nella rumorosa e puzzolente periferia di Madrid mi muovo in affitto in un piccolo appartamento in montagna, a trenta minuti e trenta chilometri dall’ufficio. L’appartamento non è arredato, compro i mobili all’inquilina precedente.
    ↩︎